Mumiah, angelo 72, dei nati fra il 16 e il 20 marzo
Mumiah, o Mumiyah, o Muwmiyah, è il 72esimo e ultimo Soffio, ottavo raggio angelico nel Coro lunare degli
Angeli Angeli guidato dall’Arcangelo Gabriele, nel quale governa proprio le
energie della Luna. Il suo elemento è l'Acqua; ha domicilio Zodiacale dal 25°
al 30° dei Pesci ed è l’Angelo Custode dei nati fra il 16 e il 20 marzo.
I sei Angeli Custodi dei Pesci,
collettivamente, fanno dei loro protetti creature di speciale sensibilità:
grandi sognatori, ma non privi di senso della realtà, sono amabili, emotivi,
ispirati, generosi, servizievoli e, quando sono realizzati, sanno sempre
collaborare istintivamente, con ogni azione quotidiana, all'Opera Divina.
Il nome di Mumiah significa "Dio fine di tutte le cose" o "l'Omega, Dio che designa la
fine di tutte le cose"
Il dono dispensato da Mumiah è la
RINASCITA
Questo Angelo è il principale collaboratore dell’Arcangelo
Gabriele, e per eccellenza il governatore delle energie della Luna - le forze
inconscie che formano le immagini della nostra interiorità; egli è "l’Angelo
più vicino agli Umani, colui che tramuta tutti i nostri sogni in
realtà". In effetti Mumiah concede ai suoi protetti la grazia e
il potere di portare a termine tutto ciò che hanno iniziato; con il suo
aiuto, qualunque esperienza (spirituale, economica, sentimentale,
professionale, intellettuale) andrà a buon fine, a causa del potere di cristallizzazione
(pietrificazione) che le energie lunari producono ovunque si manifestino. I
suoi protetti che gli si affidano potranno esprimere i loro valori con
convinzione; tutte le loro attività raggiungeranno lo scopo. Potranno diventare
celebri (nel loro entourage o anche in ambienti più vasti) per
l'abilità o l’intensità con la quale esprimeranno idee, convinzioni,
sentimenti, pensieri... La loro azione non si manifesta nel segreto: l’aiuto di
questo Angelo è efficace, ma mai moderato, proprio a causa della
sua potenza; e raggungerà la massima espressione nelle azioni legate alla
comunicazione. Ancora, dice Haziel, egli è anche un agente di
"programmazione" della nostra vita quotidiana: ma, come
sappiamo, registrare un Programma in esterni è cosa ben diversa dalla
registrazione in studio: da parte sua Mumiah registra in studio, e nelle
migliori condizioni; si tratta ovviamente di uno studio situato dentro di noi.
Quali Programmi registrerà? Quelli che noi stessi proporremo, i Programmi di
attività (...) proposti dalla nostra stessa Volontà, a patto che questi siano
coerenti (tale essendo la sola, l’unica condizione). In altre parole,
se i nostri propositi saranno in assonanza con il compito evolutivo
assegnatoci, tali programmi daranno loro attuazione proiettando sullo schermo
della vita reale le rispettive situazioni concrete, con tanto di personaggi in
carne e ossa, successi e conseguimenti morali e materiali.
Mumiah secondo Sibaldi
Già il suono del nome evoca il concetto
originario della "mummia", che non è quello di un
corpo fasciato (come noi usiamo intendere questa parola): come precisa
Sibaldi, in ebraico Muwmiyah significa un 'involucro magico intorno all’estrema
sagoma di un uomo'; mentre il significato celato nel geroglifico del Nome è "io
avvolgo da ogni parte ogni mio interrogativo". E' questo,
infatti, lo schema della particolarissima intelligenza che l’ultimo dei
Settantadue Angeli dona ai suoi protetti: ciò che appare rinchiuso e
immobilizzato sono le funzioni della mente razionale - il pensiero, la
consapevolezza, il calcolo. Ciò che invece le avvolge da ogni parte, sono i
poteri delle funzioni irrazionali, dell’intuizione, dell’ispirazione e di tutti
gli altri slanci dello spirito che corrono troppo veloci perché la coscienza
riesca a seguirne i processi.
Ne discende che, per sua natura, ogni
Muwmiyah adopererebbe solo l'intuizione: la lentezza dei ragionamenti
logici somiglia, ai suoi occhi, a una paralisi mortale; la necessità che le
altre persone hanno tanto spesso, di spiegare, giustificare e documentare le
proprie ipotesi e opinioni, è per lui una tortura. All’intelletto dei Muwmiyah
piace balzare avanti e, subito dopo, più avanti ancora, accumulando in
brevissimo tempo tanti lampi di scoperte, e in talmente tante direzioni, che
anche se volessero non riuscirebbero, fermandosi, a riepilogarli tutti. Questi
nati potrebbero perciò diventare magnifici scienziati e filosofi, se
scienza e filosofia attuali non fossero quanto di più lontano esista dalla
straordinaria velocità mumiana; e fin da bambini sarebbero considerati dei
genî, se le nostre scuole sapessero incoraggiare la multiformità del loro
ingegno. Invece, a questi superdotati tocca spesso la sorte degli incompresi,
degli incomprensibili anzi, e, per la loro incapacità di adattarsi ai limitatissimi
ritmi di apprendimento e di ragionamento dei loro contemporanei, rischiano di
finire ai margini – e lì di perdersi invano negli splendidi panorami interiori
di cui loro soltanto conoscono le mappe.
Invece devono assolutamente impegnarsi
perché questo non accada. Loro compito è spalancare i confini della conoscenza;
le loro energie naturali sono enormi; e in genere
possono anche contare su una considerevole dose di fortuna; occorre
soltanto che trovino le adeguate connessioni tra la loro predominante parte
irrazionale e le esigenze della razionalità. È una ricerca che si annuncia
lunga e paziente, certo: e a tal fine è bene che scelgano una professione che
li costringa alla pazienza, per quanto all’inizio ciò possa risultare
tormentoso. Tengano duro. Tra l’altro, la più intensa tra le loro energie è la
Yod". Questa - rappresentata nel Nome del'angelo dalla lettera
Yod: - è il raro potere terapeutico che va scoperto, indirizzato e utilizzato,
che mette in mano a chi lo possiede potenzialità dirompenti: è un
po' come la chiave di una potente Ferrari; agendo in modo inconsapevole si
potranno mettere in moto forze distruttrici; se però si impara ad usarle, si
arriva davvero lontano. Ci arriveremo, o (dopo aver investito
qualcuno) ci schianteremo contro un muro? dipende... ci rendiamo conto della
velocità, dell'impatto che può raggiungere? abbiamo la pazienza di imparare a
guidare? Il libretto di istruzioni è nel messaggio che, in questa vita, ci
manda il nostro particolare angelo, assegnandoci un preciso compito evolutivo.
Riguardo alle vie di mezzo, le esistenze ordinarie sono luoghi troppo
stretti da abitare per individui simili. Vedrebbero troppo chiaramente i lati
in ombra della gente normale che vive e lavora accanto a loro: gli incubi, gli
orrori anche, nascosti nei silenzi e nelle sfumature delle conversazioni
quotidiane – come seppe fare il Muwmiyah Henrik Ibsen nei suoi drammi. E
facilmente comincerebbero a sentirsene soffocati, e a odiare quel loro
prossimo, come fece il Muwmiyah Adolf Eichmann che, a capo delle SS, sterminava
ebrei: gente normale per lui insopportabile.
Un esempio estremo di quanto possa
essere pericolosa una energia Yod male utilizzata. Certo è che, se mal
indirizzata, questa energia porta a depressione o ad aggressività distruttiva;
mentre, se ben utilizzata produce i migliori medici, i migliori
"soccorritori" del prossimo, e anche i migliori comunicatori e uomini
di spettacolo. Anche i Mumiah, dunque, si troveranno a loro agio in
tutto ciò che riguardi la medicina oppure il palcoscenico, e dopo qualche anno
di studi approfonditi potranno dar prova dei loro talenti quasi magici, come
terapeuti geniali o come capolavori viventi. Rudolf Nureiev era un Muwmiyah, e
più ancora Sergej Diaghilev, l’inventore dei Ballets Russes, che scoprì e
lanciò Nijinskij, Stravinskij, Picasso, rivoluzionando tutt’a un tratto la
danza, la scenografia, la musica del Novecento. Inoltre in Diaghilev (la cui
preparazione era stata assai paziente: aveva solide basi di critico e storico
dell’arte e della musica, ed era collezionista e imprenditore famoso) si
espresse appieno quel tratto distintivo dei Muwmiyah, che consiste nel
trasformare la loro onnivora curiosità in un’inesauribile fonte di idee: come
se la loro intuizione fosse capace di disperdersi, sì, tra mille correnti, ma
per trarne, da un lato, un’immagine a trecentosessanta gradi di ciò che alla
gente potrà, nell’immediato futuro, piacere più d’ogni altra cosa e,
dall’altro, un’esatta cartografia di tutti i luoghi in cui si trovano quei
potenziali successi. Non per nulla tra i Muwmiyah si annoverano
anche Ovidio (che si tramanda sia nato il 20 marzo), che nelle sue Metamorfosi
ispezionò come un cercatore d’oro tutte le correnti della mitologia; e David
Livingstone, che a metà Ottocento risaliva con successo i corsi dello Zambesi e
del Niassa – e laggiù, da bravo Muwmiyah, si perse; e, per la caratteristica
fortuna mumiana, venne recuperato sano e salvo dopo alcuni anni. I Muwmiyah
possono avere grande successo anche nell’esplorare le scienze e la tecnologia,
come fu per Rudolf Diesel, l’inventore dell’omonimo, rivoluzionario motore; o
magari creando essi stessi territori di esplorazione, come Stéphane Mallarmé,
che proprio con l’oscurità dei suoi versi appassionò la Francia colta della fin
de siècle: «Ogni cosa sacra e che voglia rimanere tale si avvolge di mistero »,
scriveva in 'L’art pour tous', come se avesse appena esaminato il ritratto del
suo Angelo.
E ancora: le religioni si trincerano al
riparo di arcani rivelati al solo predestinato: e anche l’arte ha i suoi».
Sulle labbra di chiunque altro, sarebbe stata una dichiarazione di fallimento
della comunicazione: lui ne ottenne, miracolosamente, l’esatto contrario,
convincendo il pubblico che la bellezza consistesse appunto in ciò che alla
mente ordinaria non può non sfuggire. Da qui a divenire un maestro di verità
rivelate, un profeta, un medium eccelso, il passo è breve: e anche queste
sarebbero carriere perfette per i Muwmiyah ...
Sempre che, naturalmente, abbiano l'accortezza di costruire prima un
minimo di interfaccia tra i loro orizzonti sconfinati e le limitate visuali del
loro prossimo.
Qualità di Mumiah e ostacoli
dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Mumiah sono
capacità di mediare e comunicare, di andare fino in fondo ad ogni cosa con
lungimiranza, perseveranza, coraggio; attitudine a guarire gli altri, alla cura
e alla protezione dei poveri e dei miseri. Egli dona intensità sensoriale,
longevità serena e salute, fortuna e ottimi conseguimenti in ogni sfera, in
particolare se legata alla comunicazione, allo spettacolo o alla cura; domina
le scienze della fisica, della chimica e della medicina, concedendo successo
clamoroso nelle professioni correlate. La Tradizione dice inoltre che Mumiah
"protegge nelle operazioni misteriose": assiste cioè tutti coloro che
si dedicano con buoni intenti allo studio delle arti esoteriche. L'Angelo dell'Abisso a lui contrario si chiama Bahal e rappresenta la confusione fra il Male e il Bene. Porta la
disperazione nei cuori degli uomini, ispirando tendenze suicide, negatività,
pessimismo, "senso di insensatezza", totale abbandono; causa rinunce
e suicidi.
Meditazione associata al Nome: ricreare
il futuro in ogni istante
La meditazione associata a Mumiah si chiama "purificazione spirituale". Secondo la Kabbalah,
infatti, la vibrazione di queste lettere consente di intuire la differenza fra
il nostro vero Sè e l'ego che condiziona la nostra vita, aprendo la strada per
il processo interiore che può condurre a una rinascita. A questo proposito
Rabbi Berg dice che fra le strategie più potenti messe in atto dall'ego
c'è il cinismo (...), una scappatoia fra le tante che consente di sottrarsi al
duro lavoro della trasfomazione spirituale. Ci sono due modi di purificarsi: il
dolore o la trasformazione spirituale proattiva. La via del dolore ferisce il
corpo (la salute, il denaro, le relazioni); la via della trasformazione ferisce
solo l'ego. Ma la malattia, la perdita ecomica, le preoccupazioni che danno i
figli: tutto va considerato occasione di trasformazione spirituale.
Meditazione: ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del
Nome, senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a
lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: meditando su queste lettere posso
toccare i tasti 'indietro e cancella' nella memoria dei miei errori spirituali.
La mia vita attuale è purificata dalle colpe trascorse. Per questo Nome anche
l'ambiente materiale in cui mi muovo è liberato da ogni cattiva energia e
impurità spirituale.
Esortazione angelica
Mumiah esorta a ricordare che una vita si forma per gradi nei settori in cui agisce la volontà, nel
Bene come nel Male; la chiave del futuro è nel presente e ricorrere all'energia angelica conduce al successo.
Giorni e orari di Mumiah
Se sei nato nei giorni di reggenza di
questo angelo, Mumiah è sempre in ascolto per te; ma in particolare le sue
energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che
ti sono dati dal calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche:
8 gennaio, 20 marzo, 2 giugno, 16 agosto, 28 ottobre; ed egli governa ogni
giorno, come "angelo della missione", le energie dalle h. 23.40 alle
24.00. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in
questo orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in
cui tutti lo possono invocare. La preghiera rivolta specificamente a Mumiah
è: Convertere, anima mea, in requiem tuam, quia Dominus benefecit tibi
(Sal.116,7 - Ritorna, anima mia, alla tua pace, poiché ti ha beneficato il
Signore).
Corrispondenze con le simbologie degli
Arcani maggiori
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche
sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate anche
corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi;
questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul
solo piano di vero interesse: quello cioè dell'introspezione psicologica.
Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i
corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, dunque
la radice (mem-waw-mem) di questo
Nome risponde alla configurazione: "La Morte - l'Innamorato - la Morte". Da qui la riflessione che nasce dalle domande poste da questi arcani:
chiede la Morte (trasformazione profonda, rivoluzione,
chiusura di un ciclo): qual'è la mia ira? cosa deve morire in me? cosa devo
lasciar andare? chiede l'innamorato (l'androgino divino, il
libero arbitrio, la ricerca della Luce): in quali relazioni mi trovo coinvolto?
che scelte devo operare? chiede ancora la Morte (trasformazione
profonda, rivoluzione, chiusura di un ciclo): qual'è la mia ira? cosa deve
morire in me? cosa devo lasciar andare?
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI
INFLUENZA
Rimando infine al Coro e alle energie
arcangeliche che dispensano influenze ai nati fra il 16 e il 20 marzo. L'angelo
Mumiah appartiene al Coro degli Angeli Angeli guidato dall'Arcangelo Gabriele. Questa decade in particolare (11-20
marzo) e il segno dei Pesci nel suo complesso cadono entrambi sotto il potente
influsso dell'Arcangelo Metatron.
Con questi link vi reinvio a tali entità
angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a
quella del loro Angelo Custode Mumiah. Infatti anche le energie di questi
Arcangeli sono al loro fianco. Infine bisogna ricordare che una specifica
influenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva reggenza
nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo,
i "santi laici" di questi giorni sono Davide Cesari, cittadino; Fausto Tinelli, studente;
Marco Biagi, docente universitario; Carmine Pecorelli, giornalista.
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